Ricche di Mare

Siete stati a Parigi? E, una volta tornati, in quanti vi hanno chiesto se vi erano piaciuti gli Champs Elysèes e il Louvre, o che emozione aveva suscitato in voi la prima visione della Tour Eiffel. Perché, in effetti, andare a Parigi e non visitare la mitica Torre o l’altrettanto mitico Museo, sarebbe come non aver visto proprio Parigi. Ecco, La stessa cosa vale per Le Isole Pelagie: ripartire senza aver visto il loro mitico mondo sommerso, verrebbe da dire… “e cosa ci siete andati a fare?”. Sarebbe come non aver realmente visitato e vissuto a pieno le Isole di Lampedusa, Linosa e Lampione.

Ogni luogo, nel mondo, ha la propria ricchezza. Qualcosa, insomma, che si eleva su ogni altra; quella cosa che è la prima a venirti in mente non appena si parla di quel luogo. Icona e ricchezza imprescindibile. Le Pelagie sono ricche di mare.

Certo, viverlo da “sopra” è piacevole e, a volte, anche gratificante: le lunghe nuotate nelle calde acque dell’Arcipelago sono senza pari e hanno un effetto che solo chi l’ha già vissuto può comprendere fino in fondo. Ma, indossata una maschera subacquea, già dalla superficie, si apre un mondo fatto di luce e colori. Come abbiamo descritto nei numeri precedenti, lo snorkeling è un’attività rilassante ed estremamente piacevole che dà, a chi desidera rimanere a galleggiare a pelo d’acqua, l’opportunità di iniziare a scoprire le mille forme di vita presenti al di sotto.

Però, se si desidera vivere veramente il mondo sommerso, il modo migliore rimane l’immersione subacquea con autorespiratore. Un’attività di gran lunga molto più sicura e semplice, di quanto si creda.

A tal proposito, i diving center presenti a Lampedusa e Linosa offrono elevati standard qualitativi e svariati programmi, sia rivolti ai neofiti interessati alla prima esperienza sia a chi già in possesso di un brevetto subacqueo.

 

La prima volta

Tutti coloro che hanno provato a respirare sott’acqua dichiarano che, anche se sono trascorsi molti anni dalla prima volta, non dimenticheranno mai più la sensazione e l’emozione che ciò gli ha suscitato. Ed è così: il primo respiro non si scorda più. L’istruttore, dopo una breve formazione teorica, porta “per mano” il neo sub durante i suoi primi passi, appena sotto la superficie. Programmi specializzati, particolarmente attenti alla sicurezza, messi a punto dalle maggiori associazioni didattiche mondiali, rendono assolutamente facile e istintiva ogni mossa, lasciando al candidato solo il piacere di godere delle bellezze dei fondali: in poco più di due ore è possibile passare da zero alla prima semplice immersione in mare. E le Pelagie non si fanno trovare impreparate: circondati da tanti pesci e immersi in una luce unica, sembra di essere immersi in un mare tropicale.

È un piacere aperto a tutti, adulti e bambini di otto anni di età minima. L’importante è essere in grado di nuotare e avere un buono stato di salute generale.

Dopo la prima esperienza è possibile continuare nella formazione e, con un corso di primo livello, conquistare il primo brevetto sub (Scuba Diver oppure Open Water Diver).

 

Già subacqueo

Per chi invece è già in possesso di un brevetto, le Isole Pelagie sono un vero paradiso subacqueo. Lampedusa, Linosa e Lampione, pur se diverse tra loro, hanno un comune denominatore: fondali contraddistinti da una luminosità e una visibilità fuori dal comune.

I centri immersione presenti dispongono di guide di ottima esperienza, in grado di far scoprire nel migliore dei modi splendidi siti d’immersione. Di questi ultimi, non essendo possibile qui descriverli tutti (sono più di trenta), ne abbiamo eletti tre, uno per isola.

 

Taccio Vecchio – Lampedusa

Sito d’immersione unico nel suo genere, caratterizzato da un’area vasta e varia. Lo scenario principale vede protagonista una lunga parete sulla quale si apre un’ampia grotta che poi diventa un vero e proprio tunnel con una seconda uscita su un pianoro presso il quale si ancora la barca. È proprio lì che inizia l’immersione: entrando nel tunnel, agevole per ampiezza, substrato e profondità, lo si percorre completamente per circa trenta metri fino a giungere alla grande apertura sulla parete, sulla quale domina un fantastico lucernaio che lascia passare taglienti raggi di sole. Sembra di essere dentro una cattedrale quando il sole disegna l’aria attraversando le finestre laterali, contribuendo alla proclamazione della sacralità del luogo. La volta della grotta è completamente colonizzata dai polipi della Madrepora arancione e, guardando verso l’esterno, aiutati da una eccezionale visibilità, si scorge la sabbia bianca del fondo sulla quale sono poggiati delle grosse formazioni rocciose. Sul limite dell’uscita scorgiamo, a destra e a sinistra, la bella parete colorata e ricca di tane, verticale e netta come due quinte di un palcoscenico.

A quel punto, la vastità del sito si presta a diverse interpretazioni a discrezione della guida e suscettibili di variazioni in relazione alle condizioni ambientali, presenza e direzione della corrente su tutte.

È probabile l’incontro con dentici, carangidi, barracuda, murene e, secondo il periodo, anche ricciole, circondati da nuvole di castagnole e saraghi di ogni specie. Altrettanto probabile incontrare un grosso trigone (pastinaca) che spesso si ferma a riposare adagiato sul fondo del tunnel.

Non si può definire un’immersione impegnativa, anche se è consigliata a subacquei con brevetti avanzati, soprattutto per la profondità massima superiore a 18 metri e per la penetrazione in grotta. Sicuramente, al termine si esce dall’acqua estremamente soddisfatti, sicuri di aver appena fatto un’immersione dagli scenari unici ed estremamente emozionanti.

 

Secchitella – Linosa

Dalla comunità subacquea internazionale è considerato – giustamente – uno tra i cinque siti d’immersione più belli del Mediterraneo. Contraddicendo il diminuitivo del suo nome, è una secca imponente, sia in larghezza sia in altezza, prestandosi a più di una immersione, dai differenti percorsi e profili. Estesa su un’area di oltre 15000 metri quadri, si caratterizza per svariate formazioni rocciose, alcune delle quali dalle forme squadrate, separate da alcuni canyon. A tratti, sembra di nuotare tra gli edifici di una città sommersa, circondati da pareti mozzafiato che cadono in verticale verso profondità superiori ai sessanta metri. La torre principale ha la sua sommità a soli tre metri e mezzo dalla superficie e una parete semicircolare rivolta a levante che sprofonda oltre gli ottanta metri.

In questo contesto, già splendido di per sé, troviamo una gran quantità di pesce di grossa taglia, in particolar modo cernie brune e cernie dorate, dentici e carangidi, che indisturbati nuotano serafici attorno ai subacquei.

Anche se il substrato è caratterizzato da una falesia vulcanica prevalentemente scura e frastagliata, la luminosità è intensa al pari se non superiore a quella dei chiari fondali calcarei lampedusani.

Le immersioni alla Secchitella di Linosa possono essere impegnative, per via della profondità e per la probabile presenza di una corrente sostenuta.

 

Versante Nord Est – Lampione

La stragrande maggioranza dei subacquei esperti che approdano a Lampedusa, lo fa per andare a immergersi a Lampione. Poco meno di un’isola e poco più di un grosso scoglio, è l’unica delle tre Pelagie non abitata dall’uomo. Posta a circa 9 miglia ad Ovest di Lampedusa, fa di questa solitudine il suo punto di forza, permettendo al pesce di grossa taglia di rimanere un po’ più indisturbato che altrove. Questo, attira molti esemplari di squali grigi che stazionano lungo i fianchi dell’isolotto ogni anno, da luglio a fine settembre: immergersi circondati dai giovani esemplari, più socievoli e curiosi rispetto agli adulti, è un’emozione unica. E poi, cernie brune, cernie dorate, barracuda, dentici, carangidi e, se si è fortunati, anche qualche tartaruga Caretta caretta, il tutto su un fondale tendenzialmente caratterizzato da zone terrazzate, piani digradanti, grandi massi e anfratti, colorati da vaste colonie di Madrepora arancione e di multicolori spugne. Da lì, navigando di ritorno verso Lampedusa ci si rende conto di avere gli occhi pieni di luce, trasparenza, colori, contrasti e tanta vita.

Lascia un commento

19 − due =